Unione Sportiva Remiera Francescana

21-04-201 "Le attività della Primavera 2014..."

1^ Regata del Panettone 2010

 

 

Il Consiglio Direttivo, guidato dal Presidente, Giuseppe Vianello, ispirato dai suggerimenti del responsabile della Scuola Voga, Antonio Ravagnan, ed assistito dalla sempre sapiente organizzazione del Segretario, Marco Mezzaroba, ha deciso di festeggiare il Natale nel modo più divertente e, al tempo stesso, tradizionale per una società remiera: una regata. E' stata, quindi, indetta per domenica 19 dicembre 2010 la Regata del Panettone, la prima di quella che promette di diventare, negli anni, una lunga serie di edizioni. Quella che segue è la cronaca, redatta a modo nostro, dell'avvenimento.

 

     

Domenica 19 dicembre. Ormai da giorni Babbo Natale sorvola la città, tendendo l’orecchio per captare i desideri di regalo, sussurrati a mezza voce da grandi e piccoli.
Nel cuore di Venezia, la Remiera Francescana si appresta a festeggiare l’arrivo del Natale con una piccola festa in perfetto stile remiero: una regata di adulti e bambini con cappellini da Babbo Natale, seguita da un’abbondante libagione a base di panettone, pandoro e prosecco.
L’appuntamento è per le 8.30 in Arsenale, dove i vogatori coinvolti nella manifestazione, assistiti dal sempre presente ed efficientissimo angelo custode del cantiere, Mastro Angelo Boscolo, mettono in acqua la splendida muta di mascarete in dotazione alla remiera. Alla presenza del Presidente, garante della regolarità delle operazioni, e di tutti i nove poppieri, si procede al pubblico sorteggio degli equipaggi ed al loro abbinamento alle imbarcazioni.

 

     
 
     
 

Il caso estrae per ben due volte i legami di sangue: Gianluca Vianello gareggerà, infatti, con sua figlia Fosca, mentre il giovane Ivan Gaburro sarò il provino di suo padre Sandro.
Dopo la rituale benedizione della barche, arricchita per l’occasione dall’immancabile augurio natalizio, i nove equipaggi escono dall’Arsenale e si affacciano sul canale delle Fondamente Nòve.
Le barche, ostacolate dal moto ondoso, si schierano sulla linea di partenza, idealmente tracciata davanti al cantiere della Società Canottieri Querini. E’ un allineamento, in realtà, abbastanza particolare: la mascareta marrone, n. 9, è, infatti, arretrata di un paio di metri rispetto alle altre ed il suo poppiere, con ingenuità degna di miglior causa, attende che tutte le altre imbarcazioni la raggiungano. Da segnalare la straordinaria correttezza dei soci della Remiera Francescana: mentre una barca è, come sopra, palesemente svantaggiata, Eugenio Zennaro segnala a gran voce la situazione, sbracciandosi (ahinoi!, invano) perché non venga dato il via fino a quando anche la mascareta n. 9 sarà allineata a dovere.
Di colpo, il via del Presidente.

 

E’ come se avesse sparato lo starter della finale dei 400 m alle Olimpiadi. Gli equipaggi reagiscono subito, come i cavalieri delle antiche giostre allo squillar delle trombe. Le mascarete, anch’esse creature vive, fendono l’acqua come, anticamente, i cavalli da guerra scuotevano il terreno dello scontro, lanciandosi contro il nemico al suono del corno da battaglia.
Demian Maschietto prende subito la testa della gara, di strettissima misura su Ruben Lazzaro ed Alberto Dolcetti. Gli altri, dietro, a mezza incollatura l’uno dall’altro.
Dopo la cavata iniziale, l’imbarcazione di Maschietto e Mezzaroba prende più saldamente il comando. Demian, a prua, voga con forza e costanza, mentre da poppa Marco “l’Ammiraglio” Mezzaroba lo incita a pieni polmoni. Seguono Lazzaro e Ravagnan, mentre Alberto Dolcetti, schiumante di impeto giovanile e desideroso di farsi valere, viene sapientemente trattenuto dal poppiere Zennaro (l’unico campione di serie A, il solo regatante della giornata – sia detto per inciso – che, bandierato su caorlina in Canalasso, abbia mai visto la Regata Storica dei gondolini e la Regata di Burano dal di dentro).


 

 

Alle spalle del terzetto di testa, il gruppo inizia a sgranarsi. Da segnalare una partenza non fulminea della coppia Vianello – Vianello, seguita da un lento ed inesorabile recupero, dovuto ad un’apprezzabile progressione. Voci di corridoio, non verificabili, attribuiscono questa partenza non travolgente al fatto che il poppiere Gianluca, campione di voga alla valesana, si sarebbe disorientato, non trovando un remo anche alla sua sinistra.

Nelle posizioni di testa, intanto, inizia la prudente, ma inesorabile risalita del duo Dolcetti – Zennaro. Sornione, Eugenio asseconda al meglio la vogata del giovane Alberto e l’imbarcazione supera con scioltezza la pur combattiva coppia Lazzaro – Ravagnan.
Giro del primo palo, cui seguirà un secondo giro intorno ad un altro palo e, infine, la circumnavigazione di una boa gialla.
Alle spalle dei primi, inizia a delinearsi l’ordine, con la famiglia Gaburro che si batte strenuamente dietro all’ultimo equipaggio destinato alla bandiera. A loro volta, Bellemo e Contento hanno trovato un ritmo costante ed una vogata efficace, grazie alla quale, se non possono insediare il terzo posto di Lazzaro e Ravagnan, possono comunque mantenere saldamente la loro posizione. La miscela di amore paterno e filiale vale come carburante per la coppia Vianello – Vianello, che ha ragione di Baston e del giovane Mezzaroba, innaturalmente a prua (e per questo, da poppiere di razza, leggermente penalizzato).
Gli equipaggi Gallo – Concina e Marzo – Ribaldone si contendono, con un impegno degno di miglior causa, la penultima posizione.

 

In testa è bagarre. La coppia Maschietto – Mezzaroba, infatti, vede il proprio primato minacciato sempre più da vicino e sempre più seriamente dall’offensiva di Dolcetti e Zennaro. La coppia di testa inizia a subire. Gli incitamenti di Mezzaroba, dapprima nel solco della migliore tradizione di un virile spirito di squadra e di un sano rapporto tra atleta più esperto ed atleta più giovane, con il passare dei minuti si trasformano. Il tono della voce ed il contenuto delle indicazioni del poppiere iniziano a ricordare le grida, con cui i centurioni incitavano i gladiatori romani impegnati in un mortale corpo a corpo con il nemico d'oltreconfine, si fanno, poi, simili alle urla, con cui i maestri d'arme accompagnavano la discesa dei gladiatori nel Circo Massimo, per trasformarsi, nell'ultimo tratto del percorso, in una sequela di parole tali, da indurre gli astanti a sollecitare, a protezione dell’incolpevole Maschietto, l'intervento di Amnesty International.
Tutto, però, risulta vano: i generosi sforzi del giovane Demian nulla possono contro la zampata dell’esperto regatante Dolcetti (quasi impercettibilmente supportato, in questo, da Zennaro, a poppa)

     

Le altre barche giungono al traguardo nell’ordine ormai consolidatosi sul campo: alle spalle dei primi due si piazzano Ruben Lazzaro e Antonio Ravagnan, seguiti da Omar Bellemo ed Antonio Contento, Ivan e Sandro Gaburro, Fosca e Gianluca Vianello, Pietro Mezzaroba e Davide Baston.
A dimostrazione del meraviglioso spirito sportivo che ha animato tutti i regatanti, il fedele cronista deve riferire dell'aspra lotta per la penultima posizione, vinta dalla coppia Marzo e Ribaldone. Questi hanno combattuto fino all'ultimo istante con gli altrettanto bravi e valorosi Gallo e Concina, finendo per prevalere di stretta misura, soprattutto grazie ad un piccolo infortunio occorso ai rivali. Ma è stato agonismo puro, sano e leale fino alla fine.
All’arrivo, congratulazioni reciproche, pacche sulle spalle, abbracci e complimenti. Dopo di che, un bicchiere di prosecco nella destra ed una fetta di panettone nella sinistra, i giovani virgulti della Francescana brindano felici al Natale con i loro genitori e con i soci della remiera, co-autori, insieme a loro, di questa splendida mattinata.

 
     
     

Nel solco della migliore tradizione natalizia, la piacevole mattinata si conclude con la redazione, da parte dei campioncini in erba, della lettera per Babbo Natale. Si chiedono remi e forcole, ma, soprattutto, tante altre occasioni di cimentarsi in competizioni leali, appassionanti e divertenti.
Tra gli altri, Demian Maschietto chiede a Santa Clause un poppiere capace di non farsi infilzare come un tordo negli ultimi metri di gara e capace di astenersi, nel dopo gara, al quarto giro di prosecco, dal cambiare l'onesto ed equilibrato commento iniziale ("è stato un peccato, ma i risultati sul campo sono sempre giusti") in una meno verosimile versione dei fatti ("li abbiamo lasciati vincere apposta").
Gaetano, dal canto suo, esprime il desiderio di essere sorteggiato, la prossima volta, con un poppiere che non consideri opportuno, alla partenza, collocarsi alle spalle delle altre barche, ma preferisca allinearsi ad esse e partire alla pari con gli altri equipaggi. D’altronde, pur appassionato di voga alla veneta, quel poppiere è pur sempre un figlio della Superba e, quindi, un pesce fuor di laguna.
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La giornata ha fatto registrare la soddisfazione dei genitori, e l'entusiasmo, la gioia e la voglia di continuare a vogare dei giovani virgulti della Francescana. Un altro passo avanti, sul terreno dell’amicizia, dello sport e di tutti i sani valori a questo connessi, verso il futuro della Remiera Francescana.